Seconda tappa del viaggio chiamato Via Experientia: OutwardBound, Belgio.

11 dicembre 2014
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Il tempo sembrava non essere mai passato: una volta arivati alla stazione di Namur era come se ci fossimo salutati un attimo prima. Il calore degli abbracci, i sorrisi, la capacità di capirsi con uno solo sguardo.. e la voglia di raccontare i mesi appena trascorsi, nell’intento di riempire uno spazio temporale esistito ma mai esistente tra noi.

La nostalgia, la felicità, la stanchezza del viaggio si mescolvano e dissolvevano per poi ritornare un attimo dopo…

Emozioni diverse hanno ci hanno accompagnato lungo il tragitto dalla stazione fino alla sede che sarebbe stata la nostra “casa” per due giorni. OutwardBound, Belgio.

Avevo sentito molto parlare di questa casa in mezzo al bosco da amici e colleghi: trovarsi a vivere li dentro è stata un’altra storia… come se, tutti quei racconti, si fossero materializzati prendendo forma e colore.

Scopo del nostro incontro era quello di riflettere e, supportati da un coach, mettere a punto un progetto in linea con gli obiettivi di sviluppo personale e professionale definiti in Lituania.

Ma, come tutti i viaggi e gli incontri, è stato molto di più di questo.

La magia del gruppo, la capacità dei trainer, la voglia di mettersi in gioco, ci hanno permesso di sperimentarci e confrontarci con i nostri limiti e paure. Di liberare la nostra dimensione desiderante, di lavorare sulle nostre risorse e di aprire infinite possibilità…

Due giorni che sono volati e nei quali, ognuno di noi, ha elaborato il suo progetto e che, una volta tornati al proprio paese, proverà a sviluppare.

Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire le emozioni che mi hanno accompagnato durante questo secondo incontro…torno a sedermi li, in mezzo all’erba, con i miei compagni e con il rumore del silenzio, sempre uguale eppure così diverso.

Perché Via Experientia è sempre molto di più di tutto questo. E’ una continua scoperta, un passo avanti nella direzione dei propri sogni.

E adesso…una volta tornati a casa, non resta che provare a realizzarli.

A maggio…terzo ed ultimo incontro…

Stay tuned!

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.”

—  JoséSaramago

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